Microsoft vince il cloud del Pentagono: la gara vale 10 miliardi

Il Pentagono ha scelto di affidare il rinnovo dei propri servizi cloud a Microsoft firmando con l’azienda un contratto decennale del valore di 10 miliardi di dollari. Microsoft andrà a sostituirsi all’attuale fornitore di servizi Aws di Amazon. Le malelingue attribuiscono l’esclusione al fastidio che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha mai nascosto per i pulci che fa al suo governo il Washington Post, quotidiano di cui è patron il fondatore del colosso dell’ecommerce, Jeff Bezos.

Altri giganti della tecnologia hanno partecipato all’appalto. Google si è ritirato immediatamente dalla corsa. Ibm e Oracle sono state scartate dopo una prima revisione, mentre la favorita, Amazon, si è dichiarata stupita del risultato dopo che è stato pubblicato l’esito del bando. I manager di Oracle si erano persino lamentati del fatto che i termini del contratto sembrassero scritti appositamente per favorire la compagnia di Bezos. Cosa che non è avvenuta, visto che il compito passa a Redmond. Sarà quindi Microsoft che fino al 24 novembre 2029 fornirà al Dipartimento della Difesa statunitense le infrastrutture per il servizio Jedi.

Nessun collegamento con Star Wars però. Jedi sta per Joint Enterprise Defense Infrastructure e, il servizio fornito, supporterà le attività commerciali e quelle delle missioni del Dipartimento della Difesa. Microsoft fornirà una tecnologia indispensabile per la difesa degli Stati Uniti, poiché verrà impiegata a supporto delle forze armate nelle operazioni internazionali e in patria.

L’investimento da 10 miliardi di dollari rientra nel piano National Defense Strategy che sta imponendo una radicale modernizzazione della tecnologia usata dal Dipartimento della Difesa al fine di rendere le operazioni più rapide ed efficaci. Sebbene un contratto decennale da 10 miliardi di dollari sia sicuramente una cosa positiva per la Società di Redmond, non è ancora chiaro come potrebbero prendere la notizia i dipendenti dell’azienda che, giusto l’anno scorso, pubblicarono una lettera aperta indirizzata a Microsoft chiedendo esplicitamente di non partecipare alla gara d’appalto.

Nonostante questo, questa vittoria consentirà a Microsoft di investire ulteriormente sullo sviluppo delle tecnologie del cloud dando così maggior risalto alla propria infrastruttura, al centro delle strategi